Il Gruppo Folk "Laurianum" propone nei suoi canti e nei suoi balli, figure allegoriche rappresentanti momenti di vita quotidiana della nostra nostra terra.
Lo spettacolo, infatti, è il prodotto di un accurata ricerca etnica.
Il gruppo, composto principalmente da giovani studenti e, in netta minoranza da lavoratori che fanno buon uso del loro tempo libero, si avvale inoltre di un piccolo complesso musicale composto da orchestrali che suonano strumenti tipici della regione Campania.
Lo spettacolo proposto è caratterizzato da canti tradizionali (come per esempio “Ro Canisto”, “Vie a ro' Rio” ecc. . ) e da animate tarantelle campane, che coinvolgono il pubblico in maniera festosa.
Oltre alle tarantelle, vi sono anche la “polka”, la “quadriglia”, e altri balli che compongono il nostro repertorio, il tutto è articolato in un’ora e mezza circa di spettacolo, in due o più tempi.
S I N T E S I D E L L O S P E T T A C O L O
L'apertura dello spettacolo avviene con il cosiddetto "Ballo dell'entrata", ballo di presentazione del gruppo "Laurianum", caratterizzato dall'allegria nei movimenti dei ballerini e soprattutto dal volteggiare delle gonne variopinte.
Dopo il ballo di presentazione, si entra nel vivo dello spettacolo per ripercorrere le tappe di un intero anno di tipica vita Sancastresana .... fatta di duro lavoro agricolo ma anche di feste e di divertimenti, come accadeva nelle feste patronali, durante le quali ci si dilettava in balli all'insegna dell'allegria come la "Ballarella".
A causa delle diversi dominazioni, la nostra terra è centro di confluenza di culture diverse ed incroci di civiltà. Quindi non si può dire che la "Polka" sia fuori luogo.
Con la "Tarantella Sancastresana", ballo ritmato e accompagnato dal suono della tamburrella, tipico strumento delle nostre zone che in passato vivacizzava i momenti di divertimento semplici ma sentiti, la gente della nostra terra trascorreva momenti di gaia spensieratezza in ogni occasione che potesse dar loro la vita quotidiana.
Come detto, il nostro spettacolo è fatto anche di scenette, e con "Vie' a Ro Rio" , che tradotta vuol dire "incontriamoci al ruscello", vuole rappresentare e descrivere quanto era difficile per un ragazzo dichiarare il proprio amore ad una ragazza. Una delle poche occasioni era appunto il momento in cui lei andava al ruscello per fare il bucato. Rimanendo sempre in tema d'amore, con la scenetta del "Ro Canisto", viene rappresentato il momento in cui i giovani sposi ed innamorati dichiarano ufficialmente ai rispettivi genitori l'intenzione di sposarsi.
Il Giorno del matrimonio è rappresentato dal "Laccio d'amore", infatti durante i festeggiamenti, per formulare l'augurio di una felice vita insieme gli amici degli sposi durante una danza intrecciavano abilmente dei nastri colorati.... guai per gli sposini se l'intreccio non riusciva.
Oltre alle feste e all'amore, la vita quotidiana era fatta sopratutto di duro lavoro.
Con il "Ballo della semina" si vuole rappresentare il momento dell'aratura e la semina dei campi fatta da squadre di uomini (cosi si diceva in gergo), "La Zappoliata" del grano fatta dalle donne... la mietitura ossia il taglio del grano fatta con la falce e la forza delle braccia ed infine la trabbiatura, il grano veniva posto sull'aia, battuto con i vigli e successivamente setacciato dalle donne con "ro vanarieglio" .... raccolto e posto nei granai era pronto per trasformalo infarina.
Dopo un raccolto propizio i contadini solevano divertirsi nei campi con una danza poporale, il "Saltarello".
E' passato ormai qualche mese dalla raccolta del grano e nelle campagne aleggia nell'aria l'allegria per la vendemmia. Con il ballo della "Vignarella", viene rappresentata la raccolta e la pigiatura dell'uva che veniva eseguita in grossi tini di legno attraverso l'uso dei piedi, un lavoro questo molto faticoso ma pieno di brio.
Con la "Trescata", invece, viene rappresentata la raccolta delle olive, in questo ballo si evidenzia la fatica delle donne e l'asprezza della terra durante l'inverno.
Tra un ballo, un canto e una scenetta siamo giunti alla fine dell'anno è usanza Sancastresana suonare con il "Buche-Buche" la canzone di San Silvestro .... come augurio per un nuovo e felice anno.
Nel nostro repertorio non poteva non mancare il ballo della "Tarantola", la storia di una ragazza che, morsa da un insetto molto velenoso, trasmette la sua isteria agli altri, la quale sfocia poi in uno scalpitante ballo.